Fabrizio Di Amato: un nuovo approccio ingegneristico con attenzione alla cultura e all’ambiente
Il Presidente e fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato è intervenuto lo scorso febbraio in occasione della presentazione della raccolta di libri “Cy Twombly” dell’artista statunitense Edwin Parker Jr. presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, sostenuta dal Gruppo. La nostra è “una società di ingegneria che crede molto nell’ingegnere umanista, quindi l’ingegnere che oltre a progettare e realizzare grandi opere, nel caso nostro grandi impianti nella transizione energetica, ha necessità di un approccio culturale, perché quello che facciamo lo possiamo fare in modo diverso con attenzione all’ambiente e alla sostenibilità in generale”, ha evidenziato Fabrizio Di Amato.
Il Presidente si è rifatto al modello che gli antichi romani applicavano, in cui le componenti ingegneristiche e culturali si univano in un’unica soluzione. Le grandi opere realizzate dai romani possedevano un elevato fattore ingegneristico, ma con un’attenzione anche al benessere e alle persone. Questo aspetto “pensiamo che aiuta a migliorarci e ad avere un approccio sicuramente più sostenibile”. Il modello pensato da MAIRE si basa quindi su un’interpretazione pragmatica: “Si passa all’impianto pilota di laboratorio a un impianto semi-industriale, che ci consente di far venire i nostri clienti a validare, a vedere cosa gli proponiamo proprio in modo concreto”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato.
In aggiunta, il Gruppo ha previsto anche un polo culturale accademico, pensato per le nuove generazioni di studenti, attraverso cui osservare e apprendere direttamente in loco. Un nuovo approccio allo studio basato sulla storia degli archivi di MAIRE e sugli experience set, imparando “che cosa ci aspettiamo e quale sarà la realizzazione del futuro”. Questa la nuova caratteristica che il Gruppo ha orgogliosamente presentato e sui cui punta molto, con lo scopo di attrarre nuovi giovani talenti.
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