Carlo Malinconico: “Norme frettolose sono un danno per tutti i giornali”

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“Con norme improvvisate come questa si rischia di fare un danno alle imprese editoriali che per colpa della crisi stanno già vivendo un momento di ristrutturazione drammatico”.
Carlo Malinconico
, presidente della Fieg, la Federazione degli editori italiani, è molto preoccupato.
Il maxiemendamento che raccoglie tutte le norme della Finanziaria 2010 nasconde brutte sorprese per il mondo dell’editoria italiana.
La maggioranza ha deciso di cancellare con un anno di anticipo “il diritto soggettivo” ai contributi dello Stato che spetta a molte testate giornalistiche.
“Lo scorso 28 ottobre”, spiega Malinconico, “è stato approvato un regolamento disposto dal dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio, per affrontare il problema dei contributi nell’ottica della moralizzazione del sistema, e ora, all’ultimo momento, si svuota quella iniziativa con una norma frettolosa e superficiale.

Presidente Malinconico, come immagina la riforma dell’editoria?
Quel regolamento è una buona base di partenza. Certo il testo si può ancora perfezionare, ma ha già un profilo organico e prevede tagli razionali. Per esempio, lega il contributo alle copie vendute e non a quelle stampate e prevede la verifica delle testate giornalistiche attraverso l’esistenza di veri contratti giornalistici dei propri dipendenti.

L’impegno che il ministro Tremonti ha preso per ripristinare al più presto il diritto soggettivo la rassicura?
L’apertura di Tremonti è un fatto positivo, perché assicura che c’è la volontà di tornare presto sul tema in modo organico e approfondito.

Cosa dovrebbe fare la maggioranza per sostenere il settore?
Per incoraggiare la ripresa proponiamo un’agevolazione fiscale sugli investimenti pubblicitari in più rispetto a quelli dell’anno scorso, il credito di imposta per la carta e l’Iva agevolata non solo sul prodotto cartaceo, ma anche sul prodotto elettronico, dal momento che il mondo dell’editoria va verso la multimedialità. Ci dispiace vedere che l’unico intervento previsto in Finanziaria sono i tagli.

FONTE: Il Salvagente

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