Trent’anni del Policlinico di Bari: musica e solidarietà per l’ospedale di Emergency a Gaza
Il Policlinico di Bari ha tagliato il traguardo dei trent’anni come azienda ospedaliero-universitaria autonoma, scegliendo di celebrare questa ricorrenza con un connubio perfetto tra riflessione istituzionale, svago e un profondo impegno umanitario. Un anniversario che non è stato solo un’occasione per guardare al passato, ma un modo per ribadire i valori cardine che guidano l’ente: integrazione tra assistenza e ricerca, innovazione e formazione delle nuove generazioni di medici.
Le celebrazioni sono iniziate ufficialmente nell’aula magna “De Benedictis”, dove il confronto scientifico e istituzionale è stato impreziosito dalla presenza dell’ex ministra della Sanità, Rosy Bindi. Questo momento di analisi ha sottolineato il ruolo cruciale del Policlinico come pilastro della sanità pubblica e della didattica, ricordando come l’evoluzione organizzativa sia lo strumento necessario per rispondere alle sfide della medicina moderna.
Il clima è poi cambiato radicalmente durante la serata evento intitolata “Generazione Policlinico”. Presso il Demodè di Modugno, i dipendenti si sono ritrovati per un momento di svago animato dalla musica live dei Sound of Garage. La band ha visto protagonisti d’eccezione sul palco: il direttore generale Antonio Sanguedolce e il direttore sanitario Danny Sivo, che hanno smesso i panni istituzionali per abbracciare quelli di musicisti, trascinando il pubblico in un’atmosfera di festa e condivisione.
Tuttavia, il vero cuore dell’evento è stata la solidarietà. Sul palco, accanto agli strumenti, ha sventolato con orgoglio la bandiera di Emergency. Il Policlinico ha infatti trasformato il proprio compleanno in un’occasione di aiuto concreto, lanciando una raccolta fondi destinata alla clinica di Emergency ad Al-Qarara, nella Striscia di Gaza. Un gesto simbolico e potente che dimostra come la missione di cura di un grande ospedale come il Policlinico di Bari non conosca confini geografici, unendo la comunità barese in un abbraccio solidale verso chi opera in scenari di crisi internazionale.
