Il saggio di Federico Motta Editore sulla storia del cinema e il Festival di Cannes

Il saggio di Federico Motta Editore sulla storia del cinema e il Festival di Cannes

Il saggio di Federico Motta Editore sulla storia del cinema e il Festival di Cannes

Nell’opera L’Età Moderna, curata da Umberto Eco per Federico Motta Editore, è possibile trovare una raccolta di saggi e approfondimenti su tutto ciò che rappresenta la cultura, e il cinema appartiene sicuramente a questa categoria.
A distanza di poche settimane dalla conclusione dell’edizione 2022 del Festival di Cannes, con il premio più prestigioso conferito a Ruben Östlund e al suo Triangle of Sadness, la Casa Editrice ripropone Migrazioni I. Europa – Hollywood – Europa di Roy Menarini. Nel suo saggio dedicato al cinema, il professore e critico cinematografico parla dello stretto rapporto che è sempre esistito tra il cinema hollywoodiano e quello europeo. In principio, racconta Menarini nell’opera edita da Federico Motta Editore, l’Europa costituiva un modello da imitare, per cui erano i cineasti americani a prendere ispirazione dal cinema europeo. A causa della promulgazione delle leggi razziali nel Vecchio Continente, però, negli anni ’30 molti attori, registi e tecnici cominciarono ad emigrare verso gli Stati Uniti, innescando un fenomeno che ribaltò completamente la situazione. Potendo allora godere della bravura di tanti nuovi professionisti, gli Stati Uniti arrivarono così ad affermare la propria centralità nel mondo cinematografico. Ovviamente questo non significò la fine della cinematografia europea ma cambiò sicuramente la scena mondiale. In tal senso, non bisogna dimenticare la nascita in Europa di fenomeni come “Cinecittà” e la “Nouvelle Vague” e neanche il grande contributo dato dagli autori europei. Si deve al britannico Ridley Scott, ad esempio, un profondo rinnovamento del cinema statunitense.
La seconda parte dell’editoriale di Federico Motta Editore è dedicata al Festival di Cannes e ad alcuni dei suoi più grandi vincitori. La kermesse ha fatto da importante palcoscenico a parecchi dei titoli più interessanti della produzione recente, fornendo una panoramica sulle principali tendenze stilistiche e narrative. Tra i big del cinema internazionale che sono stati premiati con la Palma d’Oro ricordiamo Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, rispettivamente registi di Taxi Driver e Apocalypse Now. E poi ci sono David Lynch, Emir Kusturica, Mike Leigh e Quentin Tarantino. Tra i vincitori italiani figurano invece Federico Fellini (nel 1960 con La dolce vita), Luchino Visconti (Il gattopardo, 1963), i fratelli Taviani (Padre padrone, 1976), Ermanno Olmi (L’albero degli zoccoli, 1977) e Nanni Moretti (La stanza del figlio, 2001).

Redazione

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